Musica in carcere

Musica in carcere

L’Associazione ArpamagicA, insieme ad alcuni docenti del corso di formazione in musicoterapia, ha messo a punto un progetto d’intervento negli istituti penitenziari proponendo attività di musicoterapia rivolte ai detenuti che lo desiderano e un programma particolare dedicato alle donne del carcere di Bollate.

L’obiettivo è quello di creare attraverso il ” far musica ” un clima non conflittuale e non competitivo nel quale trovare nuove modelli relazionali improntati alla cooperazione e alla condivisione empatica. I detenuti devono far fronte ad un processo di adattamento alle condizioni materiali e psicologiche che la reclusione comporta:
1. Restrizione delle libertà personali.
2. Segregazione sociale ed affettiva.
3. Difficoltà psicologiche dovute alla scarsa autostima e ad una mancanza di progettualità per il futuro, specialmente se si tratta di giovani uomini e giovani donne. Il periodo di reclusione avrebbe il compito di portare all’elaborazione dei sensi di colpa, alla ricostruzione della propria integrità personale frantumata dal reato commesso, alla ripresa della fiducia in se stessi, al recupero del senso dell’esistenza per riattivare una progettualità di vita. Inutile dire che spesso tutto ciò non accade e la situazione delle carceri generalmente non lo favorisce.
Ci sono tuttavia istituzioni carcerarie che si adoperano per operare in tal senso così come associazioni di volontari che portano attività di tipo rieducativo e riabilitativo.

La musicoterapia si prende cura dell’essere umano attraverso il suono e la musica, offre la possibilità di esprimere e comunicare sentimenti ed emozioni attraverso il linguaggio musicale elaborando nuove modalità di relazione. Da maggio 2008 due volontari, tra i docenti del corso di musicoterapia sono intervenuti nel carcere femminile di Bollate. L’attività ha sta portando alla costruzione di un cd con canzoni composte dalle detenute stesse sia perquanto riguarda il testo che la melodia.

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